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I documenti storici

I documenti e le informazioni che hanno permesso la stesura di questo testo sono stati forniti da Pasquale Pierguidi che dalla metà degli anni ’60 è stato, non soltanto testimone, ma attivo artefice della storia del Circolo di Borselli.

Il Circolo come luogo di aggregazione e di svago vede la luce in una Borselli immersa in un paesaggio caratterizzato non solo dai grandi vigneti della tenuta del Castello di Pomino e i boschi di abeti e castagni, ma da fertili poderi appartenenti ad una famiglia di grossi proprietari terrieri, i Socini, le cui proprietà si estendevano da Fontamassi, dove tuttora si trova una delle ville padronali eretta in posizione dominante rispetto al paese, alla vallata di Tosina.

Il primo documento che attesta l'esistenza in Borselli di un circolo ricreativo attivo e già strutturato è del 1915: una “Azione di L. 10”, che porta il N.2, intestata ad Aurelio Mercatelli e rilasciata in data 25 Gennaio 1915, viene conservata negli archivi dell'attuale Circolo Arci. La sede si trovava nella casa dell'idraulico Mercatelli dove poi verrà la bottega del macellaio.

Azione datata 25 Gennaio 1915

Ma la guerra blocca ogni attività e per anni anche del circolo non si hanno notizie.

Dopo la guerra gli abitanti del comprensorio di Tosina raggiungono le 630 anime.
Finalmente i tempi sono migliori e ora si può pensare ad nuovo circolo ricreativo più idoneo e spazioso che possa riunire, dopo il lavoro e durante le feste, gli abitanti di tutte le frazioni.

Nel 1922 un gruppo di intraprendenti borsellesesi, che costituiranno il nucleo dei soci fondatori, guidati dall’allora presidente Giuseppe Morini, si reca dal 'padrone' Emilio Socini per chiedergli un pezzo di terra sul quale costruire l'edificio. La terra viene concessa con atto notarile:

L'anno Millenocentoventidue a questo giorno otto del mese di Ottobre in Borselli comune di Pelago, nel villino di proprietà Socini......Si sono presentati e costituiti da una parte il Signor Cavaliere Ufficiale Emilio del fu Giuseppe Socini possidente, nato e domiciliato in Firenze Dall'altra parte il Signor Giuseppe del fu Armadio Morini colono, nato a Castellina in Chianti e domiciliato a Pelago, nella sua qualità e non altrimenti di Presidente del Circolo Ricreativo di Borselli...... I costituiti mi hanno dichiarato che: volendo il Circolo Ricreativo di Borselli crearsi una sede e locale proprio, che meglio dell'attuale rispondesse alle giuste esigenze dei soci, richiede al Cav.. Uff. Ing. Emilio Socini, se fosse disposto a vendere al Circolo una zona di terreno prospiciente la Strada Provinciale Casentinese, nella quale costruire un fabbricato da destinarsi a sede del circolo. L'Ing. Socini aderì alla detta richiesta ponendo due condizioni che vennero facilmente accettate, e cioè: di recingere il terreno che sarebbe diventato proprietà del Circolo di solida rete metallica, e l'altra di riconoscere in lui, suoi eredi e successori, il diritto della prelazione in caso di vendita del fondo e supercostruzioni. Tali condizioni accettate per fronteggiare la preoccupante disoccupazione, venne subito picchettato il terreno da cedersi e posto mano alla costruzione.

Il terreno aveva una superficie di trecentoquarantadue metri quadri.

L'atto cita ancora:

Il prezzo é convenuto in Lire Trecentocinquanta.....Il Sig. Giuseppe Morini nella sua espressa qualità ed in conformità dell'autorizzazione concessagli con la deliberazione dell'Assemblea dei soci in data 17 Settembre 1922 con danaro di proprietà del Circolo paga nelle mani del Cav. Uff. Ing. Socini...con buona valuta legale la somma di Lire Trecentocinquanta quale prezzo del terreno, e di detta somma e prezzo il venditore Ing. Socini rilascia ampia ricevuta di saldo....

Le spese del seguente atto e sue conseguenziali cederanno per intero a carico del Circolo Ricreativo di Borselli

Atto notarile del 8 Ottobre 1922

Nell'estratto della deliberazione dell’assemblea plenaria dei soci tenuta il 17 Settembre 1922 in merito all'acquisto del terreno per la nuova sede si legge che l'adunanza viene tenuta nel locale del circolo alla presenza di 48 dei 74 soci allora iscritti, tutti elencati per nome e cognome è che:

L'assemblea, udita la relazione del suo Presidente, preso atto delle concessioni che il cav. uff. ing. Emilio Socini é disposto a fare circa il prezzo del terreno e la sua promessa di convertirlo nell'acquisto di tante azioni del circolo,….. autorizza il Presidente ad acquistare dal predetto Ing. Socini al prezzo di lire una (L.1.00) al mq. Il terreno, già picchettato, sulla via Provinciale Casentinese …..

Il primo passo era fatto ma ora ci si scontrava con il problema della costruzione materiale della struttura. Siamo nel 1922, nessuno dei volenterosi possedeva mezzi adatti al trasporto di materiali edili, per cui il famoso agguerrito gruppo ritorna dal Socini per chiedergli carri e buoi. Ancora una volta il padrone accoglie la richiesta ma esige che il lavoro venga effettuato soltanto la domenica, per non tralasciare in alcun modo il lavoro dei campi, e dopo aver assistito alla Santa Messa.

I lavori iniziano ed in base alle giornate di lavoro effettuate dai soci, vengono assegnate le azioni, ogni azione ha il valore di 50 Lire, una bella somma per quei tempi!

Azioni

Una volta terminata la costruzione, il circolo si costituisce con Atto Costitutivo e Statuto, ufficialmente registrati.

Per anni il circolo, che ospita anche l’ambulatorio medico, svolge la sua piena attività: la domenica si balla con tanto di orchestra ma si può anche andare a fare una partita a briscola o quattro chiacchiere con gli amici.

E’ di nuovo la guerra che per un breve periodo ferma l’attività del circolo: durante gli scontri fra tedeschi e partigiani, che hanno colpito tanto duramente tutta la zona da Pontassieve alla Consuma, i suoi ambienti vengono utilizzati per il ricovero dei muli. Inoltre, durante l’ascesa del fascismo, inizia una vasta azione che ha lo scopo di distruggere tutte le iniziative di libero associazionismo. Nel 1924 un decreto legge, che scioglie le associazioni con la scusa di attività sovversive, porta all’esproprio delle sedi di cui i lavoratori erano legittimi proprietari. Lo stato si appropria quindi dell’edificio che ospita il circolo, che diventa bene del demanio, ma non ne interrompe le attività. Solo recentemente la questione sarà chiarita con l’invio di scuse ufficiali.

Intorno agli anni ’50-60, con la crescita del settore industriale italiano, inizia l’allontanamento dalle campagne. Il paese diventa un centro turistico, l’aria è buona, gli alberghi ospitali e le famiglie vi si fermano volentieri. Vengono costruite le prime villette, seconde case di chi abita a Pontassieve o a Firenze.

La cooperativa, che si era costituita già nel 1919, il primo Settembre 1957 prende in affitto parte dei locali del circolo, apre lo spaccio e allestisce il forno nel seminterrato.

Il paese si sviluppa fino ad essere quasi autonomo: c’è la caserma dei carabinieri, la scuola, l’ufficio postale, due alberghi fra i più grandi della zona, la cooperativa con il forno, la macelleria, il calzolaio, il fabbro e la merceria. Per un periodo in Borselli i bar da due diventano quattro, segno evidente della quantità di persone che vi transitavano.

Il circolo organizza. feste alle quali partecipano anche i villeggianti che contribuiscono volentieri alle spese Non solo feste da ballo, ma anche “fagiolate” presso il campo sportivo, gare di corse campestri e giochi per i bambini.

In questo periodo il circolo, finora autonomo e autogestito, si affilia all’ENAL (Ente Nazionale Lavoratori) soppresso nel 1978 e più tardi all’ENDAS (Ente Nazionale Democratico di Azione Sociale).

Nel Dicembre 1967 la Cooperativa viene sciolta con decreto del Ministero per il Lavoro e la Previdenza Sociale e con essa chiude uno dei tre forni che venivano utilizzati ampiamente dalle massaie. Il circolo allora, supportato da tutta la popolazione del paese, trova la forza di estendersi nei locali rimasti liberi per rimodernare e ampliare la struttura: viene creato un nuovo bar, viene allargata la terrazza all’aperto e realizzato un pallaio.

Due personaggi vengono ricordati come particolarmente attivi in quel periodo: il Fini di Metamorli e Rombino, che con il camioncino andavano di notte a prendere i sassi nelle vigne della fattoria a Pomino.

Il circolo negli anni '70

Il circolo ha un nuovo impulso: il bar funziona: le ragazze, così numerose in quel periodo a Borselli, richiamano l’attenzione dei giovani delle frazioni vicine. Tutti partecipano in un modo o nell’altro a dare vita al paese e vengono organizzate grandi feste tenute nel piazzale della scuola.

I tempi però cambiano, ben presto i villeggianti cominciano a disertare Borselli: i ragazzi crescono e preferiscono altri luoghi di villeggiatura, le automobili sempre più diffuse permettono di andare a passare le vacanze più lontano, alla Consuma, nel Casentino e molte villette, costruite per le vacanze, vengono vendute.

Siamo negli anni ’85-90, il paese è in crisi, dopo la cooperativa chiudono le altre attività. La scuola è già chiusa e più tardi chiuderà l’ufficio postale, così importante per la vita di una piccola frazione.

Nel 1990 il circolo si associa all’ARCI (Associazione Ricreativa e Culturale Italiana), nata nel 1957 come federazione di circoli e case del popolo. Viene eletto Presidente Pasquale Pierguidi.

Questi sono anni duri per il circolo. Intorno al ’95 i soci si rendono conto che è necessaria una radicale trasformazione per poter sopravvivere. Si rimette mano alla struttura: viene spostato l’ambulatorio per far posto alla cucina che con il forno per le pizze, dovrà diventare una fonte di sostentamento. Ma per fare questo è stato necessario accendere un muto in banca a cui farà fronte una sottoscrizione a fondo perduto dei soci.

Dagli anni ’90 a tutt’oggi si succedono alla presidenza del circolo Roberto Vannini e Pasquale Pierguidi.

Nel 2012 il Circolo ha festeggiato il suo 90° anno di vita alla presenza di alcuni figli e nipoti dei soci fondatori e con la partecipazione di associazioni della zona e del Sindaco di Pelago. In questa occasione è stata anche realizzata una pergamena, apposta nell’ingresso del Circolo, che riporta tutti i nomi dei soci fondatori.
E’ importante ricordare che il circolo non ha mai avuto una connotazione politica forte. Negli anni ’60 era costante la collaborazione con l’allora priore Don Romolo, ricordato e rimpianto da tutti quelli che lo hanno conosciuto, che partecipava attivamente alle attività del circolo mentre i soci del circolo assistevano alle funzioni in chiesa e sfilavano al suo fianco durante le processioni. E tale spirito di collaborazione con le altre realtà del paese esiste tutt’ora.

Oggi, 2015, il Circolo Arci è ancora una realtà viva del paese, la cucina rimane la fonte principale di introito: nel periodo estivo tutte le domeniche e d’inverno ogni 15 giorni, viene preparata la pizza e, spesso, vengono organizzate cene a tema che richiamano molti dei soci abitanti nel paese. L’estate, inoltre, vengono organizzate serate musicali con la partecipazione del cantautore Riccardo Azzurri, che ha eletto Borselli come sua residenza, e saltuariamente di altri gruppi di artisti.
La potenzialità dell’Ente è grande ma mancano i volontari che possano contribuire alla ideazione e realizzazione di progetti nuovi che possano essere di interesse e richiamo. 
Un progetto del Comune di Pelago varato nel 2012 prevedeva, sia per Borselli che per la Consuma, l’apertura di punti sostitutivi degli uffici postali soppressi che avrebbero avuto come scopo principale quello di favorire le persone anziane e chi non possedeva mezzi per muoversi. La sede di Borselli era stata indicata presso il Circolo Arci. Ma per l’attuazione di un simile progetto occorrono attrezzature informatiche e soprattutto la connessione ADSL. Tutto quindi si è fermato. 
Ora finalmente si è fatto un passo avanti: presto a Borselli. Paterno e Raggioli arriverà la banda larga grazie ad una specifica delibera del 18 Dicembre 2014 del Comune di Pelago che ha stipulato un accordo con un’impresa del Valdarno per il posizionamento delle apparecchiature necessarie per la distribuzione della banda larga il cui accesso per il circolo sarà gratuito. 
Si spera quindi che il progetto del Comune vada finalmente a compimento. Il circolo quindi potrebbe diventare, non solo un luogo ricreativo, ma anche un valido punto di riferimento.

E’ importante infine tenere sempre presente che la creazione e la vita di questa istituzione, a volte molto travagliata e difficile, è stata resa possibile dall’impegno di quei volontari che in passato l’hanno fortemente voluta e hanno dedicato il proprio tempo e le proprie energie alla sua realizzazione.

FP

3 Agosto 2013. Proiezione di un filmato di Gastone Fossati

Il 3 Agosto, presso il Circolo Arci, è stato presentato un filmato realizzato da Gastone Fossati, appassionato fotografo, nel quale l’autore, oltre a mostrare la vita quotidiana degli abitanti del paese negli anni ‘80—’90, ha documentato con grande fedeltà due importanti eventi che hanno segnato lo sviluppo del paese: il primo, della fine degli anni ‘80, ha visto l’ampliamento della strada che porta a Pomino,

il secondo, dei primi anni del 1990, la realizzazione del parco pubblico.

Con grande senso dell’umorismo e la lucidità del reporter la sua voce ha commentato la grande quantità di fotografie scattate durante i lunghi lavori che hanno coinvolto il paese e soprattutto i suoi abitanti che appaiono nelle immagini attoniti spettatori di eventi che altri, in più alte sfere, hanno deciso per loro.
In tutto il filmato appare evidente l’amore che questa persona, ricca di sensibilità e spirito critico, aveva per il paese e i suoi commenti sono spesso polemici nei confronti delle istituzioni che hanno deciso di modificare l’equilibrio un po’ sonnacchioso ma tanto rassicurante di questo tranquillo paese. Gli orti distrutti per far posto ad un parco tracciato con gettate di cemento, l’eliminazione delle panchine, poste in un punto strategico, dalle quali i pensionati, ma non solo, potevano osservare e commentare la vita del piccolo borgo, il profondo segno della strada che ha attraversato senza alcuna discrezione i campi che portano alle vigne di Pomino, tutto è stato documentato, prima e dopo gli interventi. Ma i veri protagonisti del filmato sono gli abitanti di Borselli che lui ritrae durante i momenti di festa e nella quotidianità di un passato prossimo, tanto prossimo che molti di quanti erano presenti alla proiezione si sono riconosciuti in quelle fotografie in bianco-nero o hanno riconosciuto amici e parenti, alcuni ormai scomparsi, ed è stato un continuo commentare le immagini e prendersi in giro su come il tempo fosse stato con loro inclemente o generoso. Un grazie di cuore ai volenterosi che sono riusciti a salvare dall’abbandono questi ricordi così preziosi per chi ha vissuto quella realtà in prima persona ma anche per chi, arrivato a Borselli da poco tempo, desidera conoscerne il passato.

FP